LA NINNA NANNA DI AUSCHWITZ DI MARIO ESCOBAR

 


AUTORE: Mario Escobar

TITOLO: La Ninna Nanna di Auschwitz

GENERE: Romanzo storico

PREZZO CARTACEO: 11,40€

PREZZO E-BOOK: 5,99€

EDITORE: Newton Compton





SINOSSI:

In una mattina come tante del 1943, Helene Hannemann sta accompagnando i suoi figli a scuola, quando la polizia tedesca la intercetta e la costringe a tornare sui propri passi. Prende corpo così la sua paura più oscura: gli agenti delle ss intendono infatti prelevare i suoi cinque bambini e suo marito, di etnia rom. Anche se è tedesca, Helene si rifiuta di essere separata dalla famiglia e decide di affrontare insieme ai suoi cari un destino che non avrebbe potuto immaginare nemmeno negli incubi più spaventosi. Dopo una terribile marcia attraverso il continente, Helene e la sua famiglia arrivano ad Auschwitz e si ritrovano a essere diretti testimoni degli orrori nel campo di concentramento nazista. Suo marito Johann viene portato via, lei e i figli invece vengono assegnati alla sezione del campo destinata ai rom. Helene, in quanto tedesca e infermiera, ha però un trattamento privilegiato e lo spietato dottor Mengele le propone di gestire un asilo per i piccoli prigionieri. Fisicamente ed emotivamente provata, Helene diventerà per loro un rifugio: con la sua vita darà una straordinaria prova di gentilezza e altruismo in grado di illuminare il momento più buio della storia dell'umanità.

RECENSIONE:

"Scrivere un diario in un posto come quello era come prendere in giro la brutale oppressione dei nostri aguzzini. Loro avrebbero voluto sottrarci persino la memoria; ecco perchè quelle lettere tutte accalcate intendevano fissare i ricordi, in modo che nessuno potesse rubarceli. Forse era un modo per esorcizzare il pericolo che continuava a incombere su di noi. Una sentenza di morte in cui apparivano i nostri nomi. Tutti prima o poi dobbiamo morire, ma avevo come la sensazione che coloro che si trovavano nel campo di concentramento non morissero davvero, piuttosto si limitavano a smettere di esistere. Venivano catturate intere famiglie e in pochissimi mettevano piede ancora vivi oltre il filo spinato, e così nessuno si sarebbe ricordato di loro, la loro memoria si sarebbe dissipata come la nebbia al sorgere del sole. Fumo, nulla infinito, vuoto inesistente in cui l'essere umano si trasforma in poco più di un sospiro esalato nell'eternità. Credevo che fossimo immortali, i miei genitori mi avevano sempre detto che i nostri nomi erano stati scritti per sempre nella memoria di Dio. I nazisti invece volevano cancellarci dalla faccia della terra e relegarci in eterno nel limbo di coloro che non sono mai nati."


Un lungo estratto toccante, una storia agghiacciante che non è solo fantasia romanzata ma Helene Hannemann, protagonista del libro, non è solo la solita protagonista inventata cui ruotano intorno le vicende narrate, ma è una donna che con sudore e sangue ha varcato i cancelli di Birkenau insieme alla sua famiglia nel maggio del 1943. Helene donna tedesca, di origine ariana quindi, che sarebbe stata salva in quell'inferno che costituiva il Mondo in quegli anni, decise comunque di seguire suo marito, zingaro, di etnia Rom, e i suoi cinque figli, di cui il più grande aveva solo 12 anni, in un viaggio verso la Polonia e verso l'ignoto, un nulla incerto che sapeva di polvere, fango e cenere.


"Quei quaderni costituivano il diario di una donna tedesca che avevo conosciuto proprio ad Auschwitz, Frau Hannemann. Ormai Helene Hannemann, la sua famiglia e la guerra appartenevano a un passato lontano che preferivo dimenticare, quello nel quale ero ancora un giovane ufficiale delle SS e tutti mi conoscevano come Herr Doktor Mengele."


Così inizia questo straziante resoconto di vita vera, Mengele mentre si trova in viaggio in aereo a Buones Aires nel marzo del 1956, ritorna indietro con la memoria a quei giorni in cui presiedeva il Campo degli zingari, lo Zigeunerlager, e dove incontrò una donna, Helene, che per destino o per fortuna di appartenere alla razza considerata giusta in quel frangente, riuscì a entrare nelle sue grazie e lavorando come infermiera, le venne assegnato prima il compito di lavorare nell'Ospedale del campo di concentramento e poi di gestire nelle Baracche 27 e 29 un asilo e una scuola dell'infanzia, realmente esistite anch'esse. Ma Helene non sapeva cosa si nascondeva dietro alla presunta "umanità" di quell'uomo, anzi non voleva proprio credere che un uomo spietato come lui potesse anche avere solo un lato simile a quello umano, era più semplice considerarlo un mostro...ma l'apparenza come sempre dura poco e la vera natura delle persone fa presto capolino...le due Baracche erano semplicemente il modo migliore e più veloce per raggruppare più bambini possibile per farli crescere e vivere un pò più a lungo da permettergli di poterli utilizzare come cavie per i propri esperimenti. Nulla avrebbe potuto fermare la scelleratezza di quell'uomo, nemmeno la tenacia e la determinazione di una donna che aveva rappresentato dal primo momento in cui aveva messo piede a Birkenau un lume in un oceano di ombre e di inquietudine, di una mamma che aveva rinunciato alla libertà che quel momento storico le concedeva, per seguire il proprio marito ma soprattutto i propri figli. "Sono una madre, Herr Doktor. Voi fate la guerra per i vostri ideali, per difendere la vostra fanatica idea di patria, nazione o razza, ma noi madri abbiamo una sola patria, un solo ideale e una sola razza: la nostra famiglia. Accompagnerò i miei figli ovunque li porterà il loro destino".


Una storia di amore, quello di una madre verso la propria famiglia, una storia di atrocità e di dolore, quella della guerra e dei campi di concentramento ma anche di speranza e di fede, quella che tiene l'essere umano attaccato alla vita e che lo fa desistere dal morire e lottare ogni giorno nel fango, al freddo lacerante o al troppo caldo soffocante e con la fame in attesa di luce. Una scrittura che paralizza il lettore di fronte alle barbarie naziste che gelano il cuore pensando che ciò che viene narrato è successo veramente, che ti coinvolge sperando che alla fine tutti si salvino e che come una Ninna Nanna cerca di cullarti nell'oblio di quell'orrore per non farti soffrire troppo, parole pregne di verità per non farti dimenticare che ciò che è stato non deve essere assolutamente dimenticato.


Ho amato questo Romanzo, sicuramente forte e intenso, profondo e straziante in certi passaggi ma che ho voluto leggere per la Giornata della Memoria e che sicuramente occuperà un posto speciale nella mia memoria.

ASSOLUTAMENTE CONSIGLIATO! ⭐⭐⭐⭐⭐/5

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